Patologie frequenti west highland white terrier
Quando si alleva con serietà bisogna cercare i soggetti più adatti alla riproduzione in base a due caratteristiche fondamentali LA SALUTE e la VICINANZA ALLO STANDARD, per questo voglio scrivere un articolo (scopiazzando da testi ufficiali e facendo un riassunto) per dirvi quale sono le patologie frequenti in questa razza e che provo ad evitare. La genetica si sa non è una scienza esatta e madre natura fa il suo dovere ignorando a volte il nostro volere, quindi diciamo che cerco di fare il massimo con gli strumenti che ho a disposizione.
Inserirò in questo articolo le principali, ma ovviamente l’elenco non è esaustivo…
Patologie frequenti west highland white terrier
1. Oculopatie Ereditarie (HED)
Le Oculopatie Ereditarie sono malattie degli occhi, congenite o che compaiono nel corso della vita, trasmesse su base genetica (o presumibilmente tale) da animali affetti o portatori. Sono una preoccupazione significativa nell’allevamento, in quanto possono portare a una riduzione progressiva della vista o addirittura alla cecità.
- Natura: Patologie oculari trasmissibili geneticamente.
- Esempi Comuni:
- Atrofia Progressiva della Retina (PRA): Malattia degenerativa che colpisce le cellule fotorecettrici della retina (i bastoncelli e poi i coni), portando a cecità notturna iniziale e poi completa. È recessiva nella forma più comune (prcd-PRA).
- Cataratta Ereditaria (HC): Opacizzazione del cristallino, che può variare in gravità.
- Displasia Retinica: Anomalia dello sviluppo della retina (pieghe, rosette) che può variare in gravità, fino al distacco di retina e cecità completa in alcune forme.
- Sintomi: Spesso difficili da rilevare inizialmente, possono includere diminuzione progressiva della vista (il cane compensa con olfatto e udito), pupille dilatate in condizioni di luce normale, o segni di cecità notturna.
- Diagnosi e Controllo: Vengono eseguite visite oculistiche specialistiche (con dilatazione della pupilla) da veterinari oculisti certificati (ad esempio per il rilascio del Certificato ECVO-FSA). Per le patologie a comparsa tardiva, la certificazione ha validità limitata (spesso un anno) e richiede aggiornamenti periodici, mentre per quelle congenite è definitiva.
2. Lussazione della Rotula (Displasia della Rotula)
La Lussazione della Rotula è la fuoriuscita anomala della rotula (il piccolo osso del ginocchio) dal suo solco femorale (solco trocleare). È una delle cause più frequenti di zoppia degli arti posteriori, specialmente nei cani giovani.
- Natura: Principalmente una patologia congenita ed ereditaria, associata a un mal allineamento anatomico del femore, della tibia o di entrambi.
- Classificazione:
- Mediale (più comune nei cani di piccola taglia): La rotula si sposta verso l’interno dell’arto.
- Laterale (più comune nei cani di grossa taglia): La rotula si sposta verso l’esterno dell’arto.
- Sintomi:
- Zoppia intermittente, spesso manifestata come un “salto di passo” o un improvviso sollevamento dell’arto per alcuni passi, seguito dal ritorno alla normalità (quando la rotula rientra in sede).
- Nelle forme più gravi, zoppia costante, dolore e difficoltà a estendere il ginocchio.
- Andatura “acquattata” (accovacciata) in caso di coinvolgimento bilaterale.
- Gradi di Gravità (da 1 a 4): La gravità si classifica in base alla facilità con cui la rotula esce e rientra dal solco. Gradi più alti implicano lussazione permanente e maggiore danno all’articolazione (artrosi precoce e rischio di rottura del legamento crociato).
- Trattamento: Spesso chirurgico, soprattutto nei gradi più avanzati, per correggere l’allineamento osseo e approfondire il solco trocleare.
3. Necrosi Asettica della Testa del Femore (Malattia di Legg-Calvé-Perthes o LCPD)
La Necrosi Asettica della Testa del Femore è una patologia degenerativa che colpisce l’articolazione dell’anca, in particolare la testa e il collo del femore.
- Natura: Si verifica a causa di una mancanza di irrorazione sanguigna (necrosi asettica) alla testa del femore durante la fase di crescita. L’osso “muore”, si riassorbe e si deforma o collassa.
- Soggetti Colpiti: Colpisce prevalentemente i cani di piccola taglia e toy e insorge tipicamente in giovane età (tra i 5 e gli 8 mesi).
- Sintomi:
- Zoppia progressiva (dapprima leggera e intermittente, poi più costante).
- Dolore all’anca (spesso evidente con manipolazione o palpazione).
- Crepitii all’articolazione dell’anca.
- Atrofia (diminuzione di massa) dei muscoli della coscia nell’arto colpito (spesso monolaterale, ma può essere bilaterale).
- Diagnosi: Confermata tramite radiografia dell’anca.
- Trattamento: Non esiste una cura farmacologica risolutiva. Il trattamento definitivo è quasi sempre chirurgico, di solito attraverso la Osteotomia della Testa e del Collo del Femore (resezione della testa del femore), o in rari casi la protesi totale d’anca. L’escissione crea un “falso giunto” che, grazie alla muscolatura residua e al peso ridotto del cane, garantisce un buon recupero funzionale e l’eliminazione del dolore.
4. Osteopatia Cranio-Mandibolare (CMO)
L’Osteopatia Cranio-Mandibolare (CMO), nota anche con il nome popolare di “mascella di leone”, è una malattia scheletrica infiammatoria che colpisce i cani giovani e in crescita.
Natura e Meccanismo
- Definizione: È una malattia ossea non cancerosa (non neoplastica) che provoca una crescita anomala e dolorosa del tessuto osseo (proliferazione ossea) sul cranio, in particolare sulla mandibola (mascella inferiore) e sulle bolle timpaniche (ossa che contengono l’orecchio medio).
- Eziologia: È una patologia ereditaria, causata da una mutazione genetica (spesso nel gene SLC37A2). La trasmissione è tipicamente autosomica dominante a penetrazione incompleta.
- Insorgenza: Si manifesta in genere tra i 3 e i 9 mesi di età, durante la fase di rapida crescita del cucciolo.
Razze Predisposte
La CMO è stata descritta in diverse razze, ma è particolarmente nota nei Terrier e nelle razze affini:
- West Highland White Terrier (WHWT)
- Scottish Terrier
- Cairn Terrier
- Basset Hound (dove è stata identificata una variante specifica della mutazione).
Sintomi Clinici
I segni clinici sono strettamente legati all’infiammazione e alla proliferazione ossea, che rendono difficili e dolorosi i movimenti della mandibola.
- Dolore alla Masticazione: Il sintomo più evidente è il dolore quando il cane tenta di masticare o di aprire la bocca. Questo porta a:
- Riluttanza o incapacità di mangiare (anoressia).
- Perdita di peso.
- Eccessiva salivazione (scialorrea).
- Gonfiore e Palpazione: Gonfiore visibile e palpabile (ingrossamento) a livello della mandibola e talvolta del muso.
- Febbre Intermittente: La malattia è spesso accompagnata da febbre periodica (di solito non infettiva), che tende a manifestarsi a intervalli regolari (spesso ogni 2-4 settimane) e dura alcuni giorni.
- Difficoltà Respiratorie/Visive (Raro): Nei casi più gravi, l’eccessiva crescita ossea può influire sull’articolazione temporo-mandibolare o causare protrusione degli occhi se l’orbita è coinvolta.
Diagnosi
La diagnosi si basa su:
- Esame Clinico: Rilevazione del dolore e del gonfiore della mandibola in un cucciolo della razza predisposta.
- Radiografia: L’esame d’elezione che mostra chiaramente la crescita anomala e bilaterale del tessuto osseo (lesioni iperostosiche) sul cranio e sulla mandibola.
- Test Genetico: Poiché è una malattia ereditaria, il test del DNA (effettuato su tampone buccale o sangue) è disponibile per alcune razze (soprattutto i Terrier) e permette di identificare i soggetti affetti, portatori sani (che non sviluppano la malattia ma possono trasmettere il gene) ed esenti.
Trattamento e Prognosi
- Nessuna Cura Definitiva: Non esiste una cura che possa far regredire completamente l’osso anomalo.
- Trattamento Palliattivo: La gestione è principalmente di supporto e mira ad alleviare il dolore e l’infiammazione. Vengono utilizzati:
- Farmaci Antinfiammatori e Antidolorifici (spesso corticosteroidi).
- Alimentazione Morbida/Liquida per garantire l’apporto nutritivo.
- Prognosi (Autolimitante): Un aspetto cruciale della CMO è che si tratta di una malattia autolimitante. I sintomi tendono a risolversi e scomparire spontaneamente quando il cane raggiunge la maturità scheletrica, generalmente intorno all’età di 11-13 mesi. L’osso in eccesso può non scomparire del tutto, ma l’infiammazione e il dolore associati regrediscono, permettendo al cane di vivere una vita normale.
La gestione si concentra quindi sul mantenere il cucciolo il più confortevole e ben nutrito possibile durante la fase acuta della malattia.
5. Fibrosi Polmonare Idiopatica (FPI), nota anche con l’acronimo inglese IPF (Idiopathic Pulmonary Fibrosis).
Si tratta di una patologia grave, cronica e progressiva che colpisce il tessuto polmonare.
Cos’è la Fibrosi Polmonare Idiopatica?
La FPI è un disturbo respiratorio in cui il tessuto elastico normale del polmone viene progressivamente sostituito da tessuto cicatriziale, rigido e non funzionale (tessuto fibrotico).
- Idiopatica: Significa che la causa esatta è sconosciuta.
- Conseguenza: La fibrosi impedisce agli alveoli polmonari (le piccole sacche d’aria dove avviene lo scambio gassoso) di espandersi e contrarsi correttamente. Ciò riduce drasticamente l’efficienza degli scambi di ossigeno e anidride carbonica, portando a una progressiva insufficienza respiratoria e ipossiemia (bassi livelli di ossigeno nel sangue).
Incidenza e Razze a Rischio
Sebbene la FPI possa colpire diverse razze canine, è considerata una patologia con una forte predisposizione genetica nel West Highland White Terrier. Altre razze talvolta colpite includono il Cairn Terrier e lo Staffordshire Bull Terrier.
La FPI nel Westie è tipica degli animali adulti o anziani, con un’età media di insorgenza intorno ai 9-10 anni. Attualmente, non esiste un unico test genetico ampiamente accettato e disponibile a livello commerciale che identifichi con certezza i cani a rischio di sviluppare la Fibrosi Polmonare Idiopatica (FPI).
Sintomi Tipici
I segni clinici sono generalmente progressivi e peggiorano con l’avanzare della malattia:
- Tosse Secca e Persistente: Uno dei sintomi più comuni, spesso descritta come non produttiva.
- Dispnea (Difficoltà Respiratoria): Il cane respira con maggiore sforzo e frequenza.
- Intolleranza all’Esercizio: Il cane si stanca facilmente, non vuole giocare o fare passeggiate lunghe come prima. Questo è spesso il primo segno notato dai proprietari.
- Crepitii Polmonari: All’auscultazione del torace da parte del veterinario, si sentono rumori secchi e fini, simili a crepitii o rantoli (spesso descritti come “velcro”), dovuti all’apertura delle vie aeree bloccate dalla fibrosi.
- Cianosi (tardiva): Colorazione bluastra delle mucose dovuta alla grave carenza di ossigeno.
Diagnosi
La diagnosi richiede esami strumentali specifici:
- Radiografia Toracica: Mostra un modello interstiziale diffuso (opacità bianche che non dovrebbero esserci), che suggerisce la presenza di tessuto fibrotico.
- Tomografia Computerizzata ad Alta Risoluzione (HRCT): È considerata il “gold standard” diagnostico (l’esame più accurato) anche in veterinaria, in quanto fornisce immagini dettagliate per confermare l’estensione della fibrosi e delle alterazioni polmonari.
- Esclusione di altre Patologie: È essenziale escludere altre cause di tosse e difficoltà respiratoria, come malattie cardiache (es. insufficienza mitralica), bronchiti croniche o filariosi. Per questo, spesso si esegue anche un’ecocardiografia.
Trattamento e Prognosi
- Trattamento: Purtroppo, non esiste una cura risolutiva per la fibrosi polmonare idiopatica, e la malattia è progressiva. La terapia mira a rallentare la progressione e migliorare la qualità di vita:
- Corticosteroidi (es. Prednisolone): Utilizzati per l’effetto antinfiammatorio e per tentare di limitare il danno polmonare.
- Broncodilatatori: Per aiutare ad allargare le vie aeree e facilitare la respirazione.
- Farmaci Anti-fibrotici (in sperimentazione): Simili a quelli usati in medicina umana, hanno lo scopo di rallentare la formazione di tessuto cicatriziale.
- Terapia di Supporto: Ossigenoterapia nelle crisi, farmaci per l’ipertensione polmonare (come il sildenafil, noto anche come “Viagra”) se presente.
- Prognosi: La prognosi per la FPI è infausta (sfavorevole). La sopravvivenza media dopo la comparsa dei sintomi è spesso limitata, variando dai pochi mesi a un paio d’anni, a seconda della gravità e della risposta alla terapia.
6. Patologie endocrine autoimmuni
Morbo di Addison causata da una carenza di cortisolo e aldosterone
Sindrome di Cushing causata, al contrario da un eccesso di cortisolo.